La Corte Costituzionale dichiara non fondate quasi tutte le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Governo contro la nuova Legge sul turismo della Regione Toscana.
- studiolegalelanzi
- 17 dic 2025
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È stata depositata la Sentenza N. 186/2025 della Corte Costituzionale, esito del ricorso (ric. 14/2025) promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri contro la Legge della Regione Toscana n. 61/2024 ("Testo unico del turismo"). La decisione, deliberata l’8 ottobre 2025 e depositata il 16 dicembre 2025, è fondamentale per il futuro della regolamentazione turistica e del governo del territorio.
I Punti Chiave Riconosciuti dalla Consulta:
La Corte si è pronunciata sulla legittimità costituzionale di diverse norme che disciplinano gli alberghi (Art. 22, comma 6), le strutture ricettive extra-alberghiere (Artt. 41-45, 144) e le locazioni turistiche brevi (Art. 59).
1. Obbligo di Gestione Imprenditoriale: Sono state dichiarate non fondate le questioni relative all’obbligo di gestire affittacamere, B&B e altre strutture extra-alberghiere esclusivamente in forma imprenditoriale (Artt. 42-45). La Corte ha stabilito che tale obbligo rientra nella competenza legislativa residuale della Regione in materia di turismo (Art. 117, co. 4, Cost.), e non nell’ordinamento civile.
2. Destinazione d'Uso: L'imposizione dell'obbligo di destinazione d'uso turistico-ricettiva per le attività extra-alberghiere stabili (Art. 41, comma 3) è stata ritenuta non manifestamente irragionevole, distinguendo tra le caratteristiche strutturali di civile abitazione e l’utilizzo gestionale stabile a fini ricettivi.
3. Limitazioni alle Locazioni Brevi: L’Art. 59, che autorizza i Comuni ad alta densità turistica (inclusi i capoluoghi) a stabilire criteri e limiti specifici per le locazioni brevi, è stato interamente salvato dalla Corte.
Motivazioni del Giudizio
La Corte ha riconosciuto che le limitazioni imposte dalla legge regionale sono giustificate ai sensi dell'Art. 42, secondo comma, Cost. in quanto perseguono una funzione sociale. Tali norme sono volte a qualificare l'offerta di ospitalità e soprattutto a contrastare gli effetti negativi dell’overtourism, come la contrazione degli alloggi disponibili per i residenti, i lavoratori e gli studenti fuori sede.
In sintesi, la sentenza rafforza gli strumenti a disposizione della Regione Toscana e degli enti locali nel governo del territorio e nella gestione del turismo sostenibile, consentendo loro di bilanciare la libertà d’impresa e il diritto di proprietà con l'utilità sociale e le esigenze abitative urbane.

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